Alimentazione, La cucina "bruciagrassi"

La cucina “bruciagrassi” (3°puntata)

Nella cucina bruciagrassi le specialità ittiche occupano un posto importante: sono ricche di proteine nobili, apportano poche calorie, contengono solo grassi insaturi che riducono il colesterolo LDL, dannoso per le arterie.

Il pesce

Il pesce è la fonte principale di acidi grassi Omega-3, che aumentano il colesterolo HDL e riducono quello LDL: secondo i nutrizionisti, nella dieta giornaliera si dovrebbe assumere almeno un grammo di Omega-3. Inoltre contiene anche la vitamina A e quelle del gruppo B, come la niacina, che sollecita l’organismo a metabolizzare gli zuccheri e a trasformarli in energia invece di accumularli nella massa grassa. Il tonno e il salmone sono anche ricchi di vitamina D, che contribuisce in maniera determinante al buon assorbimento del calcio, favorendone l’effetto dimagrante. E ancora: zinco e rame, indispensabili per il buon funzionamento del sistema immunitario. Di solito viene accompagnato al limone, una scelta che non è solo legata al gusto: la vitamina C, infatti, permette all’organismo di assimilare più facilmente il ferro presente nel pesce.

Come scegliere il pesce

Al contrario di quanto accade per qualsiasi altro alimento, quando si acquista il pesce si dovrebbero preferire le varietà più grasse nonchè stare attenti alla provenienza dell’animale.

  • Salmone, tonno e pesce azzurro presentano la maggiore concentrazione di grassi insaturi, benefici per il cuore
  • Orata, dentice e merluzzo sono i pesci più magri e con la maggiore concentrazione di iodio, elemento in grado di stimolare la tiroide e il metabolismo
  • Il pesce azzurro, e in particolar modo l’acciuga, è ricco di tirosina e triptofano, due aminoacidi che favoriscono la trasmissione nervosa
  • Molluschi e crostacei presentano alte quantità di colesterolo che si concentra sopratutto nelle teste. Una volta eliminate, si possono consumare senza timore di esagerare con i grassi
  • Sono sempre da preferire i pesci non di allevamento. Hanno una polpa più tonica, muscolatura più sviluppata e minore contenuto in grassi.
  • Per capire se il pesce è fresco, osservate questi particolari: per le trote e i salmoni un colore molto acceso delle carni può essere indizio che sono state nutrite a mangime; per branzini e orate, le dimensioni molto simili e il peso (250-300 grammi) uniforme indicano di norma la provenienza da allevamento.

Da sapere

Scegliere pesci di ridotte dimensioni significa evitare il rischio dei depositi di mercurio, metallo pesante che , in caso di intossicazione, può provocare problemi di salute. E’ presente nelle acque dei mari più inquinati e freddi, e si deposita nelle carni dei pesci più grandi che vivono più a lungo. Il pesce azzurro è quello che presenta il minor rischio, dal momento che abita mari caldi e ha un ciclo di vita più corto.

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Alimentazione, La cucina "bruciagrassi"

La cucina “bruciagrassi” (2°puntata)

Quali sono gli alimenti più idonei ad una cucina “bruciagrassi”? Scopriamoli insieme in questo nuovo articolo dedicato allo stare bene a tavola continuando a mangiare con gusto.

La carne

Da preferire a quella rossa, perchè più magra e digeribile, la carne bianca ha un alto valore biologico ed è ricca di grassi insaturi, benefici per il cuore e il sistema circolatorio generale.

La carne è la fonte principale di proteine. Può contenerne fino al 25%. Non tutte le carni però sono uguali: per esempio il petto di pollo ne ha 23 grammi (ogni 100) contro i 20 del filetto vitellone.

  • La carne di pollo e di maiale contiene più grassi insaturi (buoni) che saturi: per questo motivo nella cucina “bruciagrassi” le carni bianche sono più indicate di quelle dei grandi bovini che apportano maggiori quantità di proteine. Più un animale è grande, meno si muove ed è quindi più “grasso”.
  • Oltre a scegliere un taglio magro dovrete eliminare il grasso visibile.
  • La carne non è importante solo per le proteine: il contenuto in ferro è più alto che negli altri cibi, così come quello di zinco e fosforo.
  • Pollo e tacchino vantano un alto contenuto di lisina e istidina, due aminoacidi indispensabili per rafforzare i muscoli.

La Carne “bio”

Gli allevamenti biologici garantiscono che gli animali non siano stati allevati con regimi intensivi (in cui lo stress potrebbe portare alla produzione di ormoni indesiderati) alimentati con mangimi arricchiti di ormoni o con cibo contenente pesticidi, concimi chimici o OGM. Non offrono garanzie di migliore qualità ma possono avere livelli di contaminanti inferiori.

Come scegliere la carne

  • La carne di vitello è ricca di zinco e di altri minerali utili per il sistema immunitario, ma soprattutto, fornisce la giusta quantità di vitamine del gruppo B, necessarie al corretto funzionamento del metabolismo. Se la carne libera acqua durante la cottura può essere indice di cattiva alimentazione dell’animale, o il segnale che sono stati impiegati ormoni per accelerarne la crescita.
  • Il petto di tacchino è una delle carni nutrizionalmente più equilibrate, con pochissimi grassi e un alto contenuto di vitamina B3 e B6.
  • La carne di pollo, privata della pelle, è quella più magra e meno calorica. Scegliete polli che abbiano carni rosate (quelle troppo pallide risultano stoppose) e ricordate che nei tessuti molli e nelle uova possono annidarsi germi pericolosi (come la salmonella): verificate sempre la provenienza, non tenete la carne a contatto con gli altri alimenti e fatela cuocere a lungo.