Allenamento

Il Pilates che vi rende migliori

“L’uomo nasce come seme: può diventare un fiore oppure no. Dipende tutto da te, da cosa fai di te stesso; crescere o no dipende da te. E’ una tua scelta e questa scelta va affrontata ogni momento; in ogni istante ti trovi ad un crocevia”.

Il Pilates che vi rende migliori

Quando ho letto la prima volta questa frase, mi trovavo ad un punto cruciale della mia vita: continuare a fare un lavoro che mi dava soddisfazioni economiche ma non personali o rischiare il tutto e per tutto e provare ad essere davvero felice? Vi assicuro che non ci ho dormito per notti intere… E non lo scrivo tanto per scrivere… E’ stato realmente così… Con la luce accesa, seduto al centro del letto, a fissare il vuoto e a pensare quale bivio prendere.

Ovviamente (ma mica tanto poi) ho scelto di essere felice (o per lo meno di provare ad esserlo) e di fare ciò che più mi piaceva fare: far stare bene gli altri! Ad aiutarmi in questo percorso ci sono state due cose: il Pilates e la Meditazione. Il primo per rafforzare il corpo, renderlo più bello e armonico e la seconda per rilassare la mente, schiarire le idee e ricaricare le energie perdute.

L’idea di creare un protocollo di lavoro che sintetizzasse il percorso che avevo fatto io, mi è venuta qualche mese dopo. Ho pensato che come me, tante altre persone si trovano tutti i giorni con scelte più o meno difficili. Scelte che possono cambiare la propria vita in maniera più o meno radicale e che quindi hanno bisogno di essere quanto più chiare e serene possibili.

Se anche tu come me, ti sei chiesto tante volte “cosa mi manca per essere davvero felice?”, hai attraversato o stai attraversando un periodo complicato oppure hai voglia di metterti in discussione e di scoprire qualcosa in più di te e delle tue emozioni, il Pilates Emozionale è il corso giusto per te.

Per avere maggiori informazioni, chiamami al 338.230.26.60, inviami una mail a nicolaferrentino@gmail.com oppure usa il “contact form” dopo la locandina.

Nicola Ferrentino

Alimentazione

Cibo ed Emozioni

Mangiamo perchè ne abbiamo davvero bisogno oppure per appagare le nostre ansie e le nostre delusioni? Che ruolo giocano le emozioni quando siamo a tavola?

Il cibo rappresenta per tutti il sostituto d’elezione dei bisogni insoddisfatti, più accettato a livello sociale del fumo e meno dannoso dell’alcool. Aprire il frigorifero in cerca di una consolazione (oppure svuotare la scatola dei biscotti o quella dei cioccolatini) è quindi il modo più semplice per controbilanciare l’ansia, le frustrazioni, lo stress e le tensioni. Del resto si è abituati fin da piccoli a ricevere cibo come compensazione o premio. Una caramella, un dolcetto… Un palliativo, insomma, che calma dopo un momento di rabbia, delusione o noia. In tal modo aumenta il rischio di diventare cibo-dipendenti, sfruttando ogni occasione per accumulare involontariamente calorie per lo più inutili e dannose.

Il problema è che questa modalità si scontra con una valutazione personale il più delle volte negativa del comportamento adottato. Entra in contrasto con un’etica alimentare, diffusa soprattutto nella società occidentale, che si manifesta con una sorta di criminalizzazione degli atteggiamenti alimentari. Cibi grassi e dolci, tutto ciò che dà in qualche modo piacere può nascondere pericoli per la salute e la linea. Così dalla voglia si passa al peccato e dal peccato all’auto-condanna, in una catena in cui ogni piacere rubato genera sensi di colpa che squilibrano il rapporto con il cibo e rendono sempre più difficile alimentarsi in modo corretto, sereno e, soprattutto, sano.

L’equilibrio a tavola.

Per ritrovare un approccio equilibrato al cibo è essenziale, innanzitutto, liberarsi dei comportamenti errati e degli automatismi sviluppati negli anni (come sbocconcellare un intero panino nell’attesa del primo piatto o inghiottire il cibo senza assaporarlo). A questo scopo ecco alcune di indicazioni pratiche di pronto utilizzo:

  • Prima di iniziare la dieta, tenete per 15 giorni un diario alimentare in cui annotare tutto quello che mangiate, a che ora e per quale motivo. Ogni sera riflettete su quello che avete scritto. In questo modo, giorno dopo giorno, diventerete consapevoli della funzione di compensazione emotiva attribuita agli alimenti.
  • Decidete al mattino cosa mangerete a pranzo e a cena, scegliendo tra i cibi sani quelli che vi gratificano di più.
  • Non mangiate altri alimenti oltre a quelli inseriti nella lista dei cibi scelti all’inizio della giornata.
  • Dopo ogni pasto, sparecchiate immediatamente la tavola facendo sparire tutti gli avanzi.
  • Per non cadere in tentazione, ogni volta che state per cedere ad “fuori pasto”, chiedetevi se lo stimolo della fame è reale. Se la risposta è NO (cioè se vi accorgete, per esempio, che state scartando un cioccolatino solo perchè vi sentite giù) pensate a una serie di gratificazioni da sostituire al cibo e scegliete quella più adatta al momento.
  • L’opinione che avete di voi stessi è il risultato di una somma dei giudizi che vi date in ogni momento. Proviene da una serie di situazioni, ruoli, luoghi in cui vi siete sperimentati. Provate allora ad immaginarla come una banca dati dove avete numerosi conti correnti e controllate quali sono in attivo e quali in passivo. Vi accorgerete che esistono conti da cui non attingete mai. Da oggi, pensateci più spesso e ricominciate a dar loro valore.

 Nicola Ferrentino

Diario di un alieno

Un anno di emozioni

Si dice che siamo il frutto delle nostre esperienze. Si dice… E lo è. Le cose che facciamo, le persone che conosciamo, le vite che incrociamo e con le quali ci scontriamo, non cambiano tanto noi e il nostro modo di essere ma il modo in cui le guardiamo e viviamo.

Ecco… Se qualcuno mi chiedesse cosa porto con me del 2015 risponderei: “La capacità di guardare e di vivere le cose diversamente, mettendo al centro di tutto me stesso e la mia felicità”.

Tra nuove opportunità di lavoro, sentimenti finiti o mai iniziati, amicizie ormai adulte e altre neonate, il mio nuovo amore per il CrossFit e quello rinato per lo Yoga, posso dire di essere arrivato alla fine dell’anno con una grandissima consapevolezza… Che “Io sono, per me stesso, la forza più grande” [Ilenia, la mia insegnate di Yoga, docet].

Porto nel 2016 un bagaglio diverso, sicuramente più leggero… Con la promessa di #SorridereSempre e di portare la mia energia positiva a tutte le persone che ne avranno bisogno.

Fatelo anche voi! Buon 2016 a tutti!