Allenamento

Curare e prevenire il mal di schiena

Lombalgie, ernia del disco e sciatica. Il mal di schiena è uno dei malessere più comuni: comprenderne le tipologie e le possibili cause può aiutare a trovare le opportune soluzioni.

Cover Articoli Blog

Il dolore alla schiena colpisce circa 8 persone su 10 e ha spesso una causa sconosciuta. Può variare da un lieve e continuo fastidio generalizzato a un dolore improvviso e forte, ben localizzato. I problemi più frequenti si verificano nella zona cervicale e nella zona lombare e i sintomi sono spesso causati da vizi posturali, da movimenti scorretti svolti durante la quotidianità o da stress psicologici e fattori ereditari che predispongono a questo tipo di patologia.

In genere la maggior parte dei sintomi dolorosi si risolve in modo spontaneo nel giro di 5/10 giorni. Nei casi più resistenti, l’assunzione di farmaci specifici e il riposo consentono di superare il dolore. Tuttavia, spesso rimanere a letto per più di due giorni può peggiorare la situazione. Come comportarsi allora?

Nei casi meno gravi (come nelle lombalgie) o sotto consiglio e controllo medico (nel caso di ernia o sciatica) il Pilates Vertebrale, naturale evoluzione del protocollo di Pilates Matwork, vi può aiutare a ripristinare il il tono dei muscoli implicati nel mantenimento della postura e nel sostegno della colonna vertebrale.

Un mix tra il Pilates, la Ginnastica Posturale e lo Yoga, il Pilates Vertebrale:

  • Migliora la postura
  • Diminuisce fastidi e dolori
  • Recupera la funzionalità della schiena

Il corso di si tiene il martedì e il giovedì (ore 10, ore 18, ore 19 e ore 20), presso il Centro Sportivo Vitalica a Lavorate di Sarno. Info chiamando il 338.230.26.60 oppure inviando una mail a nicolaferrentino@gmail.com

Nicola Ferrentino

Logo Vertebrale
Alimentazione

La salute vien mangiando

Una corretta alimentazione, insieme all’attività fisica e alla gestione dello stress, è fondamentale per la nostra salute, soprattutto in termini di prevenzione. Scopriamo come.

La salute vien mangiando

Per chiarire il significato che attualmente viene attribuito al termine di “benessere” è necessario fare riferimento ai concetti di “stile di vita” e di “prevenzione”. Il nostro grado di benessere, infatti, è strettamente correlato a vari fattori, molto legati tra di loro, che costituiscono il nostro “stile di vita”: la qualità e la quantità di cibo che assumiamo, la gestione dello stress quotidiano, il grado di attività fisica al quale ci sottoponiamo, il tipo di lavoro che svolgiamo e come trascorriamo il nostro tempo libero. Ecco perchè il concetto di prevenzione delle malattie assume sempre maggiore rilevanza rispetto all’idea di cura. Questo (ed è chiaro a tutti) perchè è più facile prevenire l’insorgenza delle malattie piuttosto che curarle.

In base alle conoscenze attualmente disponibili, la relazione tra cibo e salute non può essere analizzata solo da un punto di vista calorico, nutrizionale o digestivo: non si possono più trascurare altri delicati elementi correlati alla nutrizione, quali gli aspetti infiammatori, biochimici, immunologici e bioenergetici. Essi rivestono un’importanza fondamentale per il raggiungimento o il mantenimento di uno stato di salute.

Oggi la scienza dell’alimentazione (perchè è di scienza che si tratta) fa riferimento ad una visione più completa del soggetto: non si concentra più sulla stesura di una dieta ideale ma considera e analizza la persona nella sua totalità organica e psico/neuroendocrino/immunologica.

Questo è stato il motivo per il quale, due anni fa, mi sono rivolto ad un nutrizionista esperto e preparato come il Dott. Francesco Ruggiero che mi ha chiarito le idee e sfatato alcuni luoghi comuni sull’alimentazione e mi ha aiutato a costruire delle solide basi sulle quali impostare nuovi comportamenti e nuove abitudini.

Esercizio fisico moderato (di resistenza e di potenza) come il Pilates Musicale, tanto Pilates Vertebrale (per la flessibilità) o Pilates Acquatico, un pizzico di Pilates Emozionale (per la gestione dello stress) e una dieta che calza a pennello alla mia giornata lavorativa e al mio obiettivo di essere e rimanere in salute. Ricordate sempre che… “L’uomo è ciò che mangia” [L.Feuerbach].

E voi? Avete voglia di restare o tornare in salute? Di sentirvi più leggeri e più in forma? Chiamate subito il 338.230.26.60 oppure inviate una mail a nicolaferrentino@gmail.com

Nicola Ferrentino

Allenamento

Non è mai troppo tardi!

Pensi che sia impossibile prevenire (e in parte curare) le malattie legate all’invecchiamento grazie all’attività fisica? Niente di più sbagliato. Continua a leggere e scopri perchè la ginnastica fa bene sempre… A tutte le età!

Non è mai troppo tardi

Se è vero che l’invecchiamento è un fenomeno naturale che inizia alla nascita e prosegue per l’intero arco della vita, è anche vero che, in sé, non deve essere considerato una malattia. Si sa che con il passare degli anni la struttura del corpo si modifica e l’organismo si logora. Però, prendendo opportuni provvedimenti a tempo e a luogo, la vecchiaia vera e propria può essere ritardata e resa sopportabile.

Quando si arriva ad una certa età, non bisogna chiudersi nel proprio guscio, rimpiangendo la giovinezza, ma bisogna conservare uno spirito solare, una mente aperta ai problemi più attuali, un interesse vivo per quanto avviene intorno, in un mondo in sempre più rapida evoluzione. Questa freschezza di intelletto però, è possibile soltanto quando venga assecondata da un fisico efficiente, mantenuto tale il più a lungo possibile.

E’ ovvio che le considerazioni sin qui fatte, sembrano riferite alla terza età, ma riguardano invece molto da vicino anche i giovani e gli adulti nei quali, come si sa, l’inerzia tende a favorire un rimpicciolimento delle fibre muscolari e una perdita di densità ossea. Ecco quindi quanto sia importante che proprio da giovani e da adulti ci si prepari convenientemente al traguardo della senilità, onde rendere meno pesante il fardello degli anni.

Il Pilates Vertebrale, può essere la risposta più idonea al naturale processo di invecchiamento di cui si è appena parlato. Praticato in maniera costante, preverrà molti disturbi, mantenendo attiva l’irrorazione sanguigna dei tessuti, degli organi, degli apparati, sollecitando il tono muscolare e mantenendo ben mobili le giunture.

Passate per una prova.

Nicola Ferrentino.

Diario di un alieno

Il segreto della felicità

E’ il modo in cui viviamo le cose che le rendono tali. E oggi ci credo un po’ di più. Ecco perchè.

Il segreto della felicità

Mi capita sempre più spesso di essere felice senza un motivo specifico… Di sorridere ascoltando una canzone alla radio, mentre osservo il cielo azzurro sgombro da nuvole o semplicemente mentre svolgo il mio stupendo lavoro (che per molti, lavoro non è).

I primi sintomi di questa strana “pazzia” sono comparsi circa un anno fa, quando grazie al consiglio di un mio caro amico, ho iniziato un corso di Yoga e con esso un percorso di meditazione che mi ha portato, piano piano, ad un nuovo livello di consapevolezza.

“Tu sei per te stesso la forza più grande” è stata la prima frase che ho ascoltato a lezione e che ho fatto subito mia… Ero disteso a terra, con gli occhi chiusi e una strana energia si impadronì del mio corpo… Una sensazione di benessere mi impediva di tenere il viso “rilassato” e iniziai a sorridere, grato per la scomparsa di tutte le ansie e di tutte le paure che fino a quel momento avevano albergato dentro di me.

Da quel giorno ho iniziato a guardare le cose da una nuova prospettiva con la consapevolezza che nulla di tutto ciò che ci capita, accade senza un motivo specifico. Le esperienze che viviamo, le persone che incrociamo e i sentimenti che proviamo, ci danno la possibilità di evolvere, di diventare altro rispetto a quello che siamo stati fino a quel momento. Sta a noi la capacità di prenderne solo il buono, lasciando tutto il resto alle nostre spalle.

Se vi è capitato di vivere una situazione negativa, un sentimento non corrisposto, il tradimento di un amico o un trauma inaspettato e improvviso, vi sarete sicuramente subito chiesti: “Perchè a me? Cosa ho fatto di male per meritarmi tutto ciò?”. Ebbene, in verità, a meno che non vi siate comportati davvero in maniera disonesta e abbiate calpestato la libertà e la sensibilità altrui, non avete fatto nulla di male per meritarvi un evento sfavorevole. Imparate semplicemente a vederne i lati positivi… A ciò che di buono vi potrebbe insegnare e al bagaglio di nuove consapevolezze che vi potrebbe regalare. Lo so, non è facile. Adesso starete pensando: “E’ una parola!”… Ma io non penso di essere un supereroe… E se ci sono riuscito io, potete riuscirci anche voi.

Oggi, chi mi guarda e mi vive quotidianamente, vede una persona serena, lontana anni luce da quella triste e “malata” di qualche tempo fa. Non sapere chi sei, cosa vuoi davvero, avere paura di essere mal giudicato o fare le cose solo per far felici gli altri, avevano pian piano indebolito la mia autostima e fatto lentamente “ammalare”. Per me è stato come un tumore… Un cancro dal quale sono guarito anche grazie al mio lavoro.

“Il fitness mi ha salvato la vita più volte”… E insieme a lui lo hanno fatto inconsapevolmente anche i miei allievi che, durante le mie classi, mi hanno sempre dato la grinta e la carica giusta per andare avanti… Sfogare positivamente le proprie angosce, liberarsi dalle preoccupazioni che ci attanagliamo quotidianamente, stancare il nostro corpo per ricaricare la nostra mente… E’ questo lo spirito con il quale vorrei sempre vederli fare lezione insieme a me… Senza il timore di essere giudicati.

Fregatevene! Per un attimo, nel rispetto di chi ci circonda, provate a pensare a voi e a ciò che vi fa stare bene.

Si dice che la vita è una sola…

Nicola Ferrentino

Diario di un alieno

#London2016

E’ iniziato tutto per caso… E l’invito per un weekend a Londra a fine giugno si è presto trasformato in un invito per una settimana intera a metà agosto. Così, ho organizzato la mia vacanza di quest’anno nel giro di due giorni, con la complicità del mio caro amico Emilio e l’ospitalità della sua fantastica sorella Katia. A chi, prima della partenza, ha storto un po’ il naso quando ho risposto che avrei passato la fatidica settimana di Ferragosto nella capitale inglese, devo rispondere che:

  • Il sole esiste anche lì! Fortuna o meno, non ho avuto un giorno di pioggia.
  • Si mangia benissimo! Sarà che ho l’anima da viaggiatore (e non da turista) ma io impazzisco per le “cucine” straniere.

In poco più di 4 minuti, ho cercato di sintetizzare un’intera settimana di camminate, visite e uscite serali (tranne quelle rigorosamente Top Secret). Con una media di 22.000 passi e 17 km al giorno, penso di non aver visto nemmeno il 10% di questa bellissima città… Eppure me ne sono perdutamente innamorato. Tant’è che ho deciso di imparare la lingua e di tornarci il prima possibile.

Vi lascio al video (interamente girato con un iPhone 6s) con il desiderio di incuriosire chi non c’è ancora stato e di rinfrescare la memoria a chi, invece, ha vissuto già questa bellissima esperienza. Buona visione a tutti.

Diario di un alieno

“Tanto non facciamo tardi!”

Quando fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio.

Tanto non facciamo tardi

Sono sicuro che tutti quanti voi, almeno una volta nella vostra vita, siete stati vittima di un parente/amico/conoscente/passante che al vostro timore di rincasare a notte inoltrata abbia risposto: “tanto non facciamo tardi!”.

“Domani devo lavorare” – “Tanto non facciamo tardi!”

“Domani devo studiare” – “Tanto non facciamo tardi!”

“Domani devo sconfiggere tutti i mali del mondo” – “Tanto non facciamo tardi!”

“Domani…” – “Ceccis… Tanto non facciamo tardi!”

E’ inutile rispondere, cercare di controbattere o di trovare una scusa più o meno plausibile. Queste persone, con occhi preganti e imploranti, riusciranno a convincervi che anche partendo da casa alle 22, voi per l’1 starete già a letto, beati e sognanti. Peccato però che nella realtà, le cose andranno sempre in un altro verso… E non in quello che sperate voi. Che sia un caffè, un aperitivo, una festa di compleanno, un concerto gratuito in piazza, una sagra di paese o un qualsiasi evento più o meno mondano, ci andrete con la speranza che tanto, 6 ore di sonno, riuscirete comunque a farle… E invece… Niente di più sbagliato! Al massimo riuscirete a farne 4 e vi spiego anche subito il perché.

All’appuntamento delle 22, dovrete subito aggiungere circa 45 minuti di ritardo. Il traffico per tornare a casa, la doccia, la cena, la seconda doccia (soprattutto in estate che si suda tantissimo), la telefonata di un’amica appena ridiventata single, il cane che non voleva fare la pipì… Tutte le scuse saranno buone per giustificare un ritardo ingiustificabile al quale dovrete arrendervi con sconsolata rassegnazione. La coda di auto che vi dovrete subire fino alla meta finale sarà degna di un esodo di inizio agosto e anche quando sarete arrivati a destinazione, trovare un posto auto sarà difficile come andare in un centro commerciale al primo giorno di saldi. Alle 23.30, ancor prima dell’inizio della serata, vi starete già amaramente pentendo di aver dato per buone, le parole del vostro amico e prometterete a voi stessi, con la formula magica “la prossima volta però…”, di non cadere nuovamente nell’errore appena compiuto. Di solito vi presenteranno queste serate usando aggettivi come “simpatiche” e “divertenti”, posti in cui potrete vedere e conoscere gente nuova, ma nella maggior parte dei casi, non solo vi annoierete a morte ma dovrete farlo insieme a persone che conoscete gia e che magari non potete nemmeno sopportare. Insomma… Una vera e propria tragedia! Manco Fantozzi! All’1:30, orario in cui sareste già dovuti essere a letto, beati e sognanti, purtroppo sarete ancora in giro a trovare un bar per l’immancabile caffè notturno. Il caffè, si sa, concilia il sonno, vuoi andare a dormire senza averlo preso? Comodamente seduti al tavolino o consumazione veloce al banco, tornerete comunque a casa non prima delle 2.30, dopo aver riaccompagnato tutti a casa, amico del “tanto non facciamo tardi” incluso. Finalmente alle 3, con due ore di ritardo sulla tabella di marcia, sarete finalmente a letto, con il vostro cellulare/sveglia pronto a ricordarvi che suonerà precisamente tra 4 ore!

Si dice che “sbagliando si impara” e in tante cose è vero… Ma non per questa cosa qui. In un modo o nell’altro infatti, queste persone, con abili parole e fare ammaliante, riusciranno sempre a farvi inciampare e cadere.

Il #TantoNonFacciamoTardi potrebbe tranquillamente diventare un hashtag (tanto di moda adesso) grazie al quale potreste iniziare a ricordare, a voi stessi e agli altri, di tutte le volte in cui siete stati vittime di questo gioco… Gioco nel quale, pur conoscendo a memoria le regole, risultate essere sempre dei perdenti.

E voi? Avete un amico #TantoNonFacciamoTardi? Vi capita spesso di essere vittima di questo gioco? Allora condividete l’articolo e taggate il vostro carnefice. E buona serata a tutti! 😉

Nicola Ferrentino

Diario di un alieno

La teoria del “visualizzo e non rispondo”

Impegnato, Mediatore, Tattico, Stronzo, Disinteressato. Scopri a quale profilo appartieni.

La teoria del visualizzo e non rispondo

Ho avuto il mio primo cellulare a 17 anni, quando i produttori di telefonini facevano a gara a chi lo costruiva più piccolo. Erano i tempi in cui se non stava in un taschino praticamente non eri nessuno. All’epoca esistevano soltanto le telefonate e gli sms che, poiché costavano un botto, venivano spesso boicottati con i famosissimi “squilli”. Uno squillo: ti penso. Due squilli: ti voglio. Tre squilli: cazzo rispondi! Erano gli anni in cui il cellulare veniva usato per i veri scopi per il quale era stato inventato: niente fotocamera, niente social, niente whatsapp, niente di niente… Chiamate ed SMS: stop!

L’attesa di qualsiasi risposta era decisamente meno ansiogena di oggi: “avrà finito il credito”, “avrà il telefono scarico”, “starà lavorando”… Nessuna doppia spunta blu. La madre di tutte le ansie è nata dopo le ansie stesse, con l’avvento della messaggistica istantanea e oggi, il nemico più temuto di tutti, innamorati e non, è diventato l’oramai celeberrimo “visualizzato”.

Alzi la mano chi, almeno per una volta nella propria vita digitale, è stato vittima del binomio “doppia spunta blu/nessuna risposta”. Come vi siete sentiti? Tristi, delusi, incazzati, ignorati? Diciamoci la verità, nel 2016 un messaggio senza risposta equivale ad un vero e proprio attacco di panico: “Perchè mi ignora?”, “Ha appena messo un like ad un post su Facebook, perché non mi risponde?”, “Sarà al telefono? Ma con chi?”. La mente umana è capace di creare il peggior scenario possibile e non riesce a tranquillizzarsi fino a quando non vede quel “sta scrivendo” che riporta di nuovo il sereno.

Ma quali sono le vere motivazioni che spingono una persona a visualizzare un messaggio e a non rispondere? Studi (poco) scientifici dimostrano che l’uso di questa metodica può essere spiegata in vari modi:

L’impegnato.

Visualizza, legge e poi… Non risponde perché ha altre diecimila cose da fare più importanti. Magari si mette alla guida, inizia il suo turno di lavoro, oppure viene telefonato o fermato da un conoscente o da un cliente. Se vi risponde, anche dopo tanto tempo, ritenetevi fortunati. Di solito infatti, l’Impegnato non ha un buon rapporto con il cellulare (specialmente con whatsapp e simili) e lo usa proprio come si faceva tanti anni fa: ci telefona e basta! Allineatevi!

Il mediatore.

Nelle situazioni più critiche e nei messaggi più scottanti, il Mediatore, prima di rispondere, cerca bene i vocaboli da utilizzare. Di solito scrive prima il suo messaggio nelle note, lo legge e lo rilegge più volte e poi, con un veloce copia e incolla, lo invia al destinatario finale. Il Mediatore, visualizza e non risponde perchè da molto peso non solo a ciò che scrive ma anche a come lo fa. Se avete un amico così, ritenetevi fortunati: vi dirà sempre ciò che pensa senza ferirvi mai.

Il tattico.

“Se rispondo subito sembrerò disperato”. Il primo pensiero del Tattico è quello di non risultare una persona impaziente; capace di stare con il telefono in mano anche in bagno nell’attesa di un messaggio più o meno importante. Così dopo aver visualizzato, cronometro alla mano e sudore sulla fronte, tende a rinviare la risposta di un paio di minuti (perchè più di tanto, comunque, non riescono a resistere) e di solito lo fa con un laconico “ok” o un “pollice in alto”. Mentre il Tattico festeggia tra coriandoli e squilli di tromba, chi riceve il messaggio pensa: “questo è scemo!”

Lo stronzo.

Direttamente collegato alla teoria dei piattini, lo Stronzo ama visualizzare e non rispondere solo per il gusto di tenere l’altro sulle spine. Gode nel sapere che la doppia spunta blu ha generato, in chi riceve il messaggio, quell’ansia di cui parlavo sopra e una serie di domande alle quali solo e soltanto lui potrà dare risposta. Lo sport che gli riesce meglio è “avere il coltello dalla parte del manico”, usandolo a suo piacimento e affondandolo quando crede più opportuno. L’unica arma per poterlo combattere è l’indifferenza: provateci!

Il disinteressato.

Visualizza e non risponde perchè non gliene frega niente. E non lo fa perchè è Impegnato, Tattico o Stronzo ma perchè è semplicemente disinteressato a ciò che gli viene scritto. Nella maggior parte dei casi legge il messaggio molto distrattamente e poi, per evitare che in un momento di ipossia cerebrale possa inavvertitamente rispondere, lo cancella. Apatico o non, il Disinteressato risponde solo a ciò che più gli aggrada, con i suoi modi e i suoi tempi. Se avete un amico così, liberatevene!

E voi? Vi riconoscete in uno o più profili? Fatemi sapere la vostra anche sul mio canale social preferito.