Diario di un alieno

“Tanto non facciamo tardi!”

Quando fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio.

Tanto non facciamo tardi

Sono sicuro che tutti quanti voi, almeno una volta nella vostra vita, siete stati vittima di un parente/amico/conoscente/passante che al vostro timore di rincasare a notte inoltrata abbia risposto: “tanto non facciamo tardi!”.

“Domani devo lavorare” – “Tanto non facciamo tardi!”

“Domani devo studiare” – “Tanto non facciamo tardi!”

“Domani devo sconfiggere tutti i mali del mondo” – “Tanto non facciamo tardi!”

“Domani…” – “Ceccis… Tanto non facciamo tardi!”

E’ inutile rispondere, cercare di controbattere o di trovare una scusa più o meno plausibile. Queste persone, con occhi preganti e imploranti, riusciranno a convincervi che anche partendo da casa alle 22, voi per l’1 starete già a letto, beati e sognanti. Peccato però che nella realtà, le cose andranno sempre in un altro verso… E non in quello che sperate voi. Che sia un caffè, un aperitivo, una festa di compleanno, un concerto gratuito in piazza, una sagra di paese o un qualsiasi evento più o meno mondano, ci andrete con la speranza che tanto, 6 ore di sonno, riuscirete comunque a farle… E invece… Niente di più sbagliato! Al massimo riuscirete a farne 4 e vi spiego anche subito il perché.

All’appuntamento delle 22, dovrete subito aggiungere circa 45 minuti di ritardo. Il traffico per tornare a casa, la doccia, la cena, la seconda doccia (soprattutto in estate che si suda tantissimo), la telefonata di un’amica appena ridiventata single, il cane che non voleva fare la pipì… Tutte le scuse saranno buone per giustificare un ritardo ingiustificabile al quale dovrete arrendervi con sconsolata rassegnazione. La coda di auto che vi dovrete subire fino alla meta finale sarà degna di un esodo di inizio agosto e anche quando sarete arrivati a destinazione, trovare un posto auto sarà difficile come andare in un centro commerciale al primo giorno di saldi. Alle 23.30, ancor prima dell’inizio della serata, vi starete già amaramente pentendo di aver dato per buone, le parole del vostro amico e prometterete a voi stessi, con la formula magica “la prossima volta però…”, di non cadere nuovamente nell’errore appena compiuto. Di solito vi presenteranno queste serate usando aggettivi come “simpatiche” e “divertenti”, posti in cui potrete vedere e conoscere gente nuova, ma nella maggior parte dei casi, non solo vi annoierete a morte ma dovrete farlo insieme a persone che conoscete gia e che magari non potete nemmeno sopportare. Insomma… Una vera e propria tragedia! Manco Fantozzi! All’1:30, orario in cui sareste già dovuti essere a letto, beati e sognanti, purtroppo sarete ancora in giro a trovare un bar per l’immancabile caffè notturno. Il caffè, si sa, concilia il sonno, vuoi andare a dormire senza averlo preso? Comodamente seduti al tavolino o consumazione veloce al banco, tornerete comunque a casa non prima delle 2.30, dopo aver riaccompagnato tutti a casa, amico del “tanto non facciamo tardi” incluso. Finalmente alle 3, con due ore di ritardo sulla tabella di marcia, sarete finalmente a letto, con il vostro cellulare/sveglia pronto a ricordarvi che suonerà precisamente tra 4 ore!

Si dice che “sbagliando si impara” e in tante cose è vero… Ma non per questa cosa qui. In un modo o nell’altro infatti, queste persone, con abili parole e fare ammaliante, riusciranno sempre a farvi inciampare e cadere.

Il #TantoNonFacciamoTardi potrebbe tranquillamente diventare un hashtag (tanto di moda adesso) grazie al quale potreste iniziare a ricordare, a voi stessi e agli altri, di tutte le volte in cui siete stati vittime di questo gioco… Gioco nel quale, pur conoscendo a memoria le regole, risultate essere sempre dei perdenti.

E voi? Avete un amico #TantoNonFacciamoTardi? Vi capita spesso di essere vittima di questo gioco? Allora condividete l’articolo e taggate il vostro carnefice. E buona serata a tutti! 😉

Nicola Ferrentino